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PRESENTAZIONE


LA PRESIDENZA


L'ASSEMBLEA


BREVE STORIA DEL MOVIMENTO DEGLI SPECIALIZZANDI


PRESENTAZIONE


Federspecializzandi nasce nel luglio 2003 come Confederazione nazionale delle Associazioni locali di Medici Specializzandi. Il progetto parte dal desiderio dei partecipanti di trovare nuove forme di collaborazione tra le diverse sedi per incrementare l'informazione e l'agire comune: obiettivo condiviso È la difesa dei diritti dei Medici Specializzandi per un'adeguata formazione e per il riconoscimento dei diritti lavorativi, finora negati, mediante l'ottenimento di contratti.
La figura del Medico Specializzando sta subendo in questi anni profondi mutamenti, immersa nella contraddizione tra la "teoria" di una legislazione che ne delinea gli aspetti lavorativi e formativi e una "realtà" in cui tale legislazione non ha ancora visto l'adeguato finanziamento, relegando pertanto il Medico Specializzando alla condizione di studente. In questa situazione di ambiguità e precarietà i medici in formazione specialistica pagano l'alto prezzo della mancata tutela lavorativa e di una formazione non adeguata a quelli che sono gli standard europei; allo stesso modo la comunità paga l'altissimo prezzo di una politica miope che, non investendo in formazione medica, rischia in futuro di non poter garantire la salute dei cittadini e mette un'ipoteca sulla qualità del Sistema Sanitario Nazionale.


Per questo Federspecializzandi ha fatto della lotta per i diritti dei Medici Specializzandi il proprio scopo, con l'obiettivo di garantire una formazione e un contratto lavorativo adeguati. La specializzazione, per quanto esperienza temporanea e necessariamente precaria, rappresenta per tutti i medici in formazione uníoccasione di crescita professionale e umana che non possiamo permetterci di sprecare. Federspecializzandi agisce e investe i suoi sforzi affinché dalle scuole di specializzazione italiane escano dei professionisti competenti, adeguati ad affrontare i bisogni di salute della comunit‡, stimati in ambito europeo.
Federspecializzandi intende porsi come soggetto autorevole nel dialogo con istituzioni (Università, politici, regioni, sindacati etc) garantendo alle sedi locali la libertà di decidere ed agire sulle questioni in ambito locale (tasse universitarie, accesso ai servizi, rappresentanza negli organi di governo dell'Ateneo, regolamentazione locale, etc).


In questo primo anno di intenso lavoro la Federazione si è ampliata coinvolgendo sempre più realtà locali e ha saputo raccogliere sempre più consensi investendo i propri sforzi e le proprie risorse in diversi progetti.
L'Assemblea Nazionale che si Ë svolta a Milano il 17 settembre 2005 ha visto la nomina della nuova Presidenza con la sostituzione dei membri che si sono recentemente specializzati, convinti che una federazione di specializzandi non possa che essere rappresentata e coordinata dagli specializzandi stessi, sempre in un'ottica di continuità e trasmissione delle esperienze accumulate.
L'incontro inoltre ha segnato una svolta nelle modalità di partecipazione che si sono necessariamente allargate estendendo la partecipazione ad Assemblea e Presidenza alle nuove sedi che hanno aderito al progetto come garanzia di democrazia e partecipazione locale che hanno sempre caratterizzato la politica della Federazione.
Il desiderio da parte di Federspecializzandi di allargamento del consenso e della partecipazione hanno permesso inoltre la creazione della figura dei referenti locali in quelle sedi in cui ancora non si è creata una vera e propria associazione ma in cui comunque ` presente un movimento di specializzandi che fungono da rappresentanti per le questioni locali e che vogliono dare il proprio contributo ai progetti nazionali.
L'aumento di risorse umane e l'intenso e fervente scambio di idee ed esperienze dei partecipanti ha permesso la nascita dei Gruppi di Lavoro, nuova modalità di azione della Federazione che speriamo saprà catalizzare nuove realtà locali, ma anche singoli specializzandi che vorranno aderire ai progetti.



L'ASSEMBLEA


È il massimo organo deliberante della Confederazione e ne fa parte il rappresentante legale di ciascuna Associazione Confederata.
Attualmente l'assemblea è costituita dai rappresentanti delle 10 associazioni che hanno aderito alla Federazione (Bologna, Ferrara, Genova, Milano, Modena, Pavia, Pisa, Roma, Torino, Trieste) che hanno diritto di voto durante l'assemblea annuale per l'elezione della Presidenza e riguardo alle principali questioni all'interno della Federazione.
Ma il lavoro continua costantemente e quotidianamente durante tutto l'anno principalmente attraverso la mailing list a cui partecipano tutti i rappresentanti delle associazioni confederate che partecipano ai gruppi di lavoro nonché i Referenti locali delle sedi in cui ancora non è stata costituita un'associazione.
La mailing list dell'assemblea è lo spazio virtuale attraverso cui nascono, si sviluppano e si verificano i progetti della federazione, in cui i Gruppi di Lavoro rendicontano periodicamente sullo stato della loro attività, in cui la Presidenza pone e discute coi soci le questioni cruciali del percorso di lavoro che si è data.



LA PRESIDENZA


È l'organo esecutivo e di rappresentanza della Confederazione ed è composto da Presidente, Vice Presidente, Segretario, Tesoriere, nonché da altre cariche stabilite all'occorrenza dall'assemblea.
La Presidenza dura in carica un anno e vede la partecipazione ai suoi lavori anche dei membri della presidenza uscente per poter garantire continuità, coerenza e affidabilità del lavoro che viene svolto.
Compito della presidenza è coordinare i lavori che le diverse realtà della Federazione portano avanti, creare le condizioni affinché i progetti possano realizzarsi, mantenere i contatti con le istituzioni, e con tutti i terzi. Rappresenta la Federazione sia dal punto di vista legale che politico.



BREVE STORIA DEL MOVIMENTO DEGLI SPECIALIZZANDI


L'autunno del 2002 è stato sicuramente uno dei più "caldi" per i medici specializzandi in Italia. Dopo anni di torpore, è stata messa in atto una mobilitazione forte, caratterizzata dall'astensione dall'attivita assistenziale nell'ambito dello stato di agitazione nazionale dei medici specializzandi in ottobre-novembre, che ha avuto come momento forte una manifestazione nazionale a Roma il 19 novembre. In tale occasione sono scesi in piazza, per la prima volta, quasi diecimila camici bianchi.
Si è trattato del momento più forte di un andamento ormai ricorrente da alcuni anni: in prossimità della legge finanziaria gli specializzandi hanno cercato di far sentire la loro voce per sostenere l'entrata in vigore del Decreto Legislativo 368/99, che dovrebbe adeguare agli standard europei la formazione specialistica dei medici chirurghi italiani. Il ruolo del medico specializzando è stato regolamentato fino al 2006 dal Decreto legislativo 257/91 che lo definiva in pratica uno studente, titolare di borsa di studio ministeriale (il cui importo è rimasto invariato dal 1991 al 2006), che di fatto lavorava all'interno di strutture universitarie e ospedaliere per circa 800 euro al mese, senza contributi previdenziali, senza diritto a ferie e malattia e senza tutela della gravidanza.
Nellíagosto 1999 &ègrave; stato varato il D.lgs n. 368, quale recepimento della direttiva comunitaria in ambito di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli (93/16/CE). Nel dicembre dello stesso anno però il D.lgs 517 ha bloccato l'applicazione degli articoli dal 39 al 41 del D.lgs 368/99 riguardanti gli emolumenti dei medici in formazione specialistica, la copertura assicurativa per la responsabilità civile e la facoltà dell'esercizio della libera professione intramuraria. La legge finanziaria per il 2003 ha inoltre congelato ogni aumento delle borse di studio ministeriali degli specializzandi fino al 2006. La sezione del D.lgs 368/99 relativa agli strumenti di verifica della formazione (osservatori nazionali e regionali) è invece entrata in vigore, ma tali strumenti, che comprendono anche la rappresentanza degli specializzandi, di fatto non sono stati resi operativi. Tale aspetto risulta fondamentale, dato che la didattica e gli obiettivi formativi non sono accuratamente programmati e aggiornati, evidenziando una disomogeneità di contenuti e, spesso, uno scarso livello di approfondimento. Il lavoro dei medici specializzandi all'interno delle strutture universitarie ed ospedaliere, sebbene finalizzato in teoria alla graduale acquisizione di competenze specialistiche, spesso sostituisce l'attività del personale di ruolo e si concretizza nella gestione quotidiana della degenza nei reparti (visita del paziente, gestione delle cartelle cliniche, guardie notturne, etc.), delle visite ambulatoriali, dellíesecuzione di diagnostica strumentale (ecografie, esami endoscopici etc), della gestione dei servizi (come autopsie in medicina legale o visite preventive in medicina del lavoro).
A dimostrazione del reale ruolo degli specializzandi l'astensione dallíattività (così denominata non essendo contemplato il diritto di sciopero) si è concretizzata nella riduzione degli interventi chirurgici ordinari, rallentamento delle attività ambulatoriali, prolungamento dei tempi di degenza e riduzione del numero di nuovi ricoveri ordinari, necessità di turni straordinari da parte dei medici strutturati.
La vita professionale di un medico chirurgo iscritto alle Scuole di Specializzazione ha oggi costi molto elevati: alle dodici mensilità bisogna sottrarre le tasse universitarie (pari a più di una mensilità), il pagamento della previdenza medica obbligatoria (pari a metà di una mensilità) e l'iscrizione allíOrdine. A tali costi deve aggiungersi quello relativo alla polizza di responsabilità civile, che per alcuni medici in formazione, quali i ginecologi, può raggiungere od oltrepassare le due mensilità.
Accanto alla formazione, alla programmazione del percorso formativo-scientifico che serve a qualificare il medico chirurgo che diverrà poi specialista, è necessario un adeguato riconoscimento professionale tenedo conto che:

  • gli specializzandi sono medici chirurghi, abilitati allíesercizio della professione;
  • svolgono un lavoro all'interno delle strutture del Sistema Sanitario Nazionale, garantendo servizi e prestazioni sanitarie;
  • sono soggetti agli stessi rischi lavorativi dei colleghi strutturatila responsabilità del malato, con tutto ciò che ne consegue, grava in parte anche su di loro;
  • la comunità europea ha dettato delle direttive, che sono state disattese.


Una valutazione a parte meritano le conseguenze meno tangibili della mobilitazione degli specializzandi: ore di discussione, informazione reciproca, stesura di documenti e manifestazioni in strada, hanno contribuito ad una maggiore consapevolezza della realtà lavorativa. La presa di coscienza dei propri diritti fondamentali, la richiesta di formazione e di migliori condizioni lavorative non sono affatto scontate da parte di una categoria di lavoratori abituata a "non esistere" di fatto, e quindi a non fare sentire la propria voce. È stato un contributo non sempre maturo, per la scarsa abitudine al confronto assembleare in ambito professionale, ma si tratta comunque di una "discontinuità" in ambito medico, uno dei pochi esempi di medici che discutono, si confrontano e creano occasioni di dibattito tra Università, Sistema Sanitario, Enti Locali, pazienti e cittadini.









I soci fondatori
Michele RussoRoma
Simone FusaroPisa
Paolo MalvezziPavia
Stefano MagnoneMilano
Lucio MarinelliGenova









Federspecialisti storici
Maddalena MarasàPavia
Roberta PetrucciFerrara
Alexis MongelliPavia
Alessia de StefanoRoma
Martina di SimplicioSiena
Alessandro MussettoModena


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